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Oscar Classici - 355: Lettere da Vincennes e dalla Bastiglia

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Dodici anni nelle prigioni di Vincennes e della Bastiglia. Dodici anni di privazioni e di odio nell'angusto spazio di una cella: infiniti giorni di sconfinate fantasticherie, di immagini vivace e disastrose, di deliri eretti a sistema. Dodici anni che trasformano il marchese de Sade, un giovane aristocratico libertino, nel mostruoso filosofo della libertà, nel "filosofo scellerato" che mette il suo intelletto al servizio delle passioni. Le cinquanta lettere di questo periodo (1777-1789) - scelte e raccolte da Luigi Baccolo - sono più dello sfogo torvo e collerico di un carcerato. Sade accetta di essere ciò che gli altri hanno voluto che diventasse e giunge ad aver caro quello stato di perpetuo scuotimento, di inappagabile desiderio in cui il carcere lo mantiene. Una violenza eversiva, la sua, che scaturisce, manifestandosi con accenti dissonanti e infernali, dalla violenza penitenziale e dal cupo, monotono, anonimo lavorio delle leggi.

Nákup knihy

Oscar Classici - 355: Lettere da Vincennes e dalla Bastiglia, Donatien Alphonse François marquis de Sade, Luigi Baccolo

Jazyk
Rok vydania
1996
Väzba
(mäkká),
Stav knihy
Dobrá
Cena
3,59 €

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Titul
Oscar Classici - 355: Lettere da Vincennes e dalla Bastiglia
Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Mondadori
Rok vydania
1996
Väzba
mäkká
Počet strán
188
ISBN10
8804407557
ISBN13
9788804407553
Série
Štítky
Listy
Hodnotenie
3,8 z 5
Anotácia
Dodici anni nelle prigioni di Vincennes e della Bastiglia. Dodici anni di privazioni e di odio nell'angusto spazio di una cella: infiniti giorni di sconfinate fantasticherie, di immagini vivace e disastrose, di deliri eretti a sistema. Dodici anni che trasformano il marchese de Sade, un giovane aristocratico libertino, nel mostruoso filosofo della libertà, nel "filosofo scellerato" che mette il suo intelletto al servizio delle passioni. Le cinquanta lettere di questo periodo (1777-1789) - scelte e raccolte da Luigi Baccolo - sono più dello sfogo torvo e collerico di un carcerato. Sade accetta di essere ciò che gli altri hanno voluto che diventasse e giunge ad aver caro quello stato di perpetuo scuotimento, di inappagabile desiderio in cui il carcere lo mantiene. Una violenza eversiva, la sua, che scaturisce, manifestandosi con accenti dissonanti e infernali, dalla violenza penitenziale e dal cupo, monotono, anonimo lavorio delle leggi.