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Anne Swärd

    16. február 1969

    Anne Swärd píše s neobyčajnou naliehavosťou o zložitých rodinných vzťahoch a skrytých prúdoch ľudských emócií. Jej štýl je plný intenzívnych obrazov a psychologickej hĺbky, ktorá čitateľa vtiahne do surovej reality jej postáv. Swärd majstrovsky spracúva témy straty, identity a hľadania zmyslu v živote, často s využitím metaforického jazyka. Jej dielo reflektuje hlboké pochopenie ľudskej duše a prináša silný a nezabudnuteľný čitateľský zážitok.

    Polarsommer
    Fino all'ultimo respiro
    • Fino all'ultimo respiro

      • 324 stránok
      • 12 hodin čítania

      Svezia, anni Settanta. In un villaggio solitario vicino alla costa, nasce una bambina che non corrisponde all'immagine dorata che la madre aveva sognato. Si chiama Angela Rafaela Lo Mård, ma per tutti è Lo. Cresce spensierata, immersa nella natura e nei giochi con gli zii, fino a quando un'estate un incendio lungo la ferrovia segna un cambiamento irreversibile. In quel giorno incontra Lukas, un ragazzo ungherese il cui padre vive in modo selvaggio e parla una lingua sconosciuta. Tra loro si sviluppa un legame profondo, costruito su gesti e comprensioni silenziose. Nella "capanna del pescatore", Lo e Lukas affrontano le loro paure, tra cui il monito della madre di Lo: «Sta' attenta all'amore», un sentimento che può essere un veleno inarrestabile. Con l'adolescenza, la loro connessione si logora a causa di abbandoni e tradimenti. Lo decide di lasciare tutto, dalla famiglia a Lukas, intraprendendo un viaggio frenetico da Stoccolma a Budapest, da Cracovia a New York, ma Lukas rimane sempre nel suo cuore. La storia racconta un amore non convenzionale, un legame che sa di essere eterno eppure impossibile. Con grazia, l'autrice ci guida attraverso il viaggio di Lo e Lukas, mentre cercano di ritrovare il filo che li unisce, esplorando il potere segreto del loro amore.

      Fino all'ultimo respiro2011
      3,3
    • »Jemand kam zu unserem Haus. Jemand kam mit Kaj, eingewickelt in eine gelbe Steppjacke.« Kaj sammelt Fliegen und behauptet, daß sie unter Wasser atmen kann. Kaj ist bald dreiundzwanzig und schneidet Unglücksmeldungen aus der Zeitung aus, um sie an den Kühlschrank zu heften. Kristian ist ihr Lieblingsbruder und in das feuchtkühle Haus seiner Kindheit zurückgekehrt, um ein paar Wochen auf Kaj aufzupassen. Während die Tage in der Sommerhitze verstreichen, braut sich unaufhaltsam eine Katastrophe zusammen. Eine Familie in der Krise. Und jedes Familienmitglied hat seine eigene Version der Geschichte. »Was ein allzu perfektes psychologisches Drama hätte werden können, oder ein weiterer Angriff auf die Kernfamilie, hinterläßt statt dessen ein Gefühl von Zuneigung. Zuneigung für die sechs Personen, so armselig in ihrer Menschlichkeit, so großartig in ihren viel zu großen Gefühlen.« (Göteborgs-Posten)

      Polarsommer2005
      3,6