Ho sposato un deficiente
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Quanti kilowatt consuma un marito per affrontare la prima ruga? Quanto risparmierebbe con un semplice contorno occhi? E quanti punti di sutura gli darete quando lo sorprenderete a usarlo di nascosto? Quante volte avrete pensato: "Amo mio marito, ma..."? Spesso lasciate il discorso in sospeso, ma è un errore. Dietro quel "ma" si nasconde una quotidianità pericolosa che, col tempo, può farvi esplodere. Carla Signoris propone una terapia semplice: non fermatevi al "ma"! Affrontate il vostro partner e analizzate le sue richieste in cucina, i paragoni con vostra suocera, i continui "perché lo fai così?", e le osservazioni sul suo aspetto. L'obiettivo è metterlo di fronte alla sua condizione di maschio deficitario. Che sia alto o basso, biondo o moro, accettate la realtà: avete sposato un deficiente. Ma non temete, le sue mancanze non ostacoleranno una vita di coppia sana; è fondamentale che lui le riconosca. Non esagerate, però: ricordate che non ha scelto di nascere maschio.
