Un universitaire marocain rumine une vie médiocre. Son couple est usé et son poste d'enseignant l'ennuie. Jusqu'au jour où il est sélectionné par la mairie de Naples pour venir rédiger un portrait de la ville. À peine arrivé, il découvre un bâtiment extraordinaire et délabré : l'Auberge des Pauvres. Sa dernière résidente, la Vieille, le conduira dans un dédale de contes pittoresques et flamboyants...
Straniero. Diverso. Estraneo. Così è l’Architetto, un giovane uomo che da un paese del Medio Oriente si è trasferito in Italia per gli studi universitari e vi è rimasto a lavorare senza incontrare eccessive difficoltà. E così è Amina, una ragazza che l’uomo incontra per caso e dalla quale si sente irresistibilmente attratto, contro la sua stessa volontà. Perché Amina vive una vita ai margini, estremamente diversa dalla sua, la vita di chi non si è mai integrato, e per resistere è costretta a vendere il suo corpo. Sullo sfondo di una Torino multietnica e inquieta, raccontata attraverso gli occhi di due anime in transito provenienti da una cultura altra, una storia d’amore impossibile, insieme toccante e amara, che segna l’esordio di una nuova e potente voce letteraria. Una voce in grado di infondere a una storia di estrema contemporaneità tutto il fascino della classica letteratura islamica, creando uno stile inedito, diverso, straniero.
In questo nuovo romanzo, Tahar Ben Jelloun sorprende con un approccio lineare e moderato, mirato a trovare equilibrio e lucidità, evitando faziosità anche su temi cruciali come il dialogo tra culture, l'esilio, la violenza e la condizione femminile. A occhi bassi è un racconto ampio e maturo, dove coesistono e si confrontano temi e personaggi già presenti nelle opere precedenti dell'autore. La voce in prima persona della protagonista narra la sua vita dall'infanzia alla maturità, evidenziando un'evoluzione intensa che trasforma una pastorella berbera dell'Alto Atlante in una donna moderna e assertiva, sebbene a disagio nella cultura metropolitana occidentale. La protagonista rifiuta di tenere "gli occhi bassi". Dietro la narrazione si cela una tensione che culmina drammaticamente nelle ultime pagine, con il confronto tra un intellettuale maturo, riconoscibile come l'autore stesso, integrato nella cultura europea ma preoccupato per la sua identità culturale, e la ribelle protagonista che ha sposato.
Marocký spisovateľ Tahar Ben Jelloun (nar. 1944) je dnes významným predstaviteľom súčasnej francúzskej literatúry. Píše poéziu i prózu. Publikovať začal roku 1973. Autorovou prvotinou bol román Harrouda. V roku 1987 získal Goncourtovu cenu za ďaľší román Svätá noc, ktorý vyšiel aj v slovenskom preklade (Slovenský spisovateľ, 1993). Ako esejista sa tento zaujímavý a osobitý autor predstavil našim čitateľom reflexiou života a diela sochára Alberta Giacomettiho (vydavateľstvo Q 111, 1992, edícia Tajné múzeá).
Vo svojej najnovšej práci Deťom o rasizme (1998) sa Tahar Ben Jelloun dotkol mimoriadne pálčivej témy na celej planéte. Čo je rasizmus, prečo majú ľudia predsudky, čo je diskriminácia, otroctvo, apartheid, aké sú príčiny týchto negatívnych javov a najmä ako sa proti nim brániť, o tom všetkom sa dočítate v tejto rozsahom neveľkej, zato obsahom veľmi potrebnej knižke určenej nielen deťom, ale predovšetkým ich rodičom.
L'amore è un fenomeno strano. Tutti lo cercano, ma nessuno sa esattamente cosa sia. È causa di malintesi, alimenta disuguaglianze e lotte di potere, genera gelosia e solitudine, suscita incomprensioni e nasconde segreti. Tahar Ben Jelloun esplora nei suoi racconti fantasiosi i diversi aspetti dell'amore. Di fronte al dolce piacere dell'erotismo, pone la amara brama di possesso. Dietro a uno strato di romanticismo, l'amore si rivela un tiranno che tiene prigionieri uomini e donne.