La dialettica scienza-valori assume la sua massima rappresentazione nel compimento storico del pensiero occidentale e nel completamento di istanze lasciate poi irrisolte dallo storicismo tedesco e dai suoi maggiori artefici. Il passaggio strategico della filosofia borghese della storia alla scienza della società ne costituisce un traguardo assoluto. Di questo Karl Mannheim si pone come importante artefice, in quanto segna la vera nascita di una “sociologia del sapere” che riflette l’analisi di credenze e valori, essendo capace di proporre se stessa di fronte a principi in grado di guidare l’agire umano e occupandosi di quest’ultimo in contesti di libertà e di frattura ideologica, politica e culturale.
Guglielmo Rinzivillo Knihy


Karl Marx, dialettica e memoria
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@font-face { font-family: "Times New Roman"; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; } Questo libro offre una lettura di Marx che tratta sia l’origine filosofica del suo pensiero economico che ll’esame approfondito della storiografia scientifica prodottasi in vari periodi. Le principali difficoltà che si incontrano oggi nello studio di Marx e del marxismo sono quelle di trovarsi ben oltre la sua crisi, già manifestatasi da più di venticinque-trenta anni a questa parte, dopo una di dissoluzione e di smantellamento dei “classici” originato dall’azione di una generazione di intellettuali e dirigenti politici socialisti e comunisti che hanno fondamentali principi ispiratori.