Nico Orengo bol taliansky spisovateľ, novinár a básnik, ktorého tvorba sa často odohrávala v malebných ligúrskych a piemontských krajinách. S hlbokým štylistickým a literárnym citom skúmal témy ako ničenie krajiny a vo svojich románoch, z ktorých mnohé publikovalo vydavateľstvo Einaudi, zachytil ducha svojich zasadení. Orengov prístup bol vyšetrovací aj naratívny, čo čitateľom ponúka jedinečnú perspektívu na miesta a ich transformácie.
Ak máte radi burtonovské filmové fantazmagórie, táto zbierka básní s autorovými ilustráciami vám zaručene urobí radosť. Kniha sa stala bestsellerom takmer vo všetkých krajinách, kde vyšla. Čarovne morbídne básničky preložil do slovenčiny Vlado Janček. Zbierka obsahuje aj anglický originál.
Liguria di confine, oggi. Un piccolo paese di voci femminili che parlano di problemi quotidiani, casa, mariti, figli, datori di lavoro. Perno del romanzo è la signora Waal, una anziana olandese arrivata in paese col marito alla fine degli anni Sessanta. Morto il marito, la signora entra in stretto rapporto con le donne del paese che vogliono trattenerla quando decide di tornare in Olanda. Per lei l’Olanda era una terra difficile da quando si era sparsa la voce calunniosa di una collaborazione coi nazisti del marito. Ma questo tormento non era finito nemmeno in Liguria, anzi alla vigilia del ritorno della signora Waal aveva ripreso forza. Improvvisamente, cominciano ad accadere fatti strani: uomini misteriosi si aggirano nel suo giardino, bussano alla porta. Compratori? Ladri? Vecchi amici del marito? Dal passato riaffiorano ricordi e voci misteriose che si incrociano a nascondere piccoli e grandi tradimenti.
Pietro Scullino passa il tempo tra le chiacchiere con gli amici al Café de Paris, i libri letti e dimenticati, le complicazioni della famiglia, gli amori e i tradimenti, ancora più gustosi e impegnativi in una piccola città. Scullino è un critico letterario, ma fra tante complicazioni ultimamente fatica a star dietro a tutto. Saranno i tempi che cambiano, che diventano più frenetici anche nella sua Liguria? O sarà forse lui, pensionato in anticipo, che invecchia?Ma mentre i grandi della politica fanno guerre preventive e gli emuli locali lottizzano la Riviera; mentre i matti del villaggio costruiscono l'atomica e gli artisti d'avanguardia creano ingorghi autostradali; mentre i comici scrivono thriller e i critici perdono il sonno a leggerli; mentre tutte le coppie sembrano essere scoppiate e le fughe e i tradimenti sono all'ordine del giorno, Scullino decide che non può lasciarsi andare e si rituffa nei libri, nel cibo, nelle donne con la solita voracità: la vita può ancora riservargli molte sorprese.
Sullo sfondo il paesaggio del Ponente Ligure e della Costa Azzurra, fra i Balzi Rossi e Antibes. In primo piano i personaggi e il mare di un'irripetibile estate: Martino, un giovane che il destino ha voluto ai margini della vita; Armida, giovane suora incapace di sostenere il peso di un'incerta vocazione; Margherita, sposa in fuga e maestra in un paese senza bambini. E poi il mare, luogo di incanto e culla di malia, donatore della creatura che nel suo mistero avvolge tutto e tutti. Sarà lei, pesce di luce e d'ombra, a legare i destini di Martino, Armida e Margherita; lei, con la sua ambigua e fascinosa presenza, a guidare la traversata, come in una fiaba o in un mito neoromantico,oltre il "deserto del disamore", verso una nuova alba dei sentimenti.
Per Luciano Ligabue le canzoni non sono poesie in musica. Sono canzoni,un'altra cosa. A maggior ragione, le poesie non sono canzoni senza musica.Sono - questo sí - un altro modo di raccontare storie ed emozioni. Ouestepoesie segnano un esordio ma, in qualche modo, anche un ritorno al Ligabuedelle origini, il Ligabue dei primi album e dei racconti di Fuori e dentro ilborgo più che del romanzo "La neve se ne frega", il Ligabue che riscopre ilgusto di raccontare persone e personaggi. C'è il padre morente, il figlio checresce, ma anche la strana insegnante di educazione fisica, e l'antipaticoMarzio, c'è "B", che "è tornato, è morto, ma si era sbagliato", c'è la bambinascappata di casa tanto tempo fa. Non solo storie. Una raccolta che alternaanalogie e rimandi a improvvisi "intervalli". Poesie che non hanno una morale-ci mancherebbe - ma che non hanno paura ad affermare che nella vita occorre"accettare meraviglia" ed essere, sempre e comunque, come "un paio di farfalledure a morire". Testi che riconoscono nei maestri della poesia americana delNovecento un punto di riferimento, dai quali Ligabue - come ogni allievo chesi rispetti - si allontana subito. Perché la sua voce, anche nelle poesie, èinconfondibilmente e solo sua.