David C. Posthumus adds new clarity through his annotations, thus introducing
John G. Neihardt's Eagle Voice Remembers to a new generation of readers and
presenting a fresh understanding for fans of the original.
Na pozadí příběhu Černého jelena chtěl John G. Neihardt popsat tragický zápas severoamerických indiánů s neúprosně postupující mašinérií vyspělé civilizace bílých lidí. Indiáni nebojovali pouze za své území, ale také za zachování původního způsobu života. Kniha Mluví Černý jelen ponechává osobní tón indiánského vyprávěče, a ten se tak stává mluvčím a zároveň symbolem Lakotů a prérijních indiánů vůbec. Svým životem ztělesnil postupnou porážku lakotského světa. Neihardt doufal, že popisem marného a tragického boje se mu podaří vyvolat ve čtenářích pocit soucitu nad umírající kulturou indiánů plání.
Vecchio stregone Sioux, Alce Nero racconta il periodo più tragico della storia del suo popolo e ci trasmette la sua estrema «visione di potere», compendio di una sapienza che sfugge ai persecutori bianchi. «Alce Nero è tra le più belle affermazioni dei valori spirituali... Riassumere Alce Nero? Per un certo verso ci vuol poco: il santo asceta a nove anni, dopo che strani malanni, impalpabili avvertimenti si sono infittiti su di lui giungendo dal mondo delle invisibili potenze e germinazioni, riceve una stupenda visione: le forze che presiedono alla natura, alla storia e al superamento e della natura e della storia gli si palesano sotto il velame di una coreografia che non potrebbe certo arridere ad una fantasia esclusivamente umana. Al paragone l’Apocalissi è più arida, emblematizzante. Un ritmo potente... scandisce le solenni parole rintuonanti fra giogaie di monti, le apparizioni di antenati primordiali, di sacri cavalli caracollanti, di altri misteriosi animali» (Elémire Zolla).