Bledý oheň je román napísaný ako komentované vydanie 999-veršovej poémy, autorom, ktorej je básník John Shade zavraždený prv, než mohol dopísať posledný tisíci verš, je obrovskou skladačkou s množstvom riešení. Šialený profesor Kinbote, keď sa zmocní poémy ju vydá spolu so svojim komentárom, ten je však všetkým iným len nie komentárom onej lyrickej básne...
Dopo aver trascorso ventun anni nei campi di lavoro sovietici, in condizioni atroci che egli seppe raffigurare come nessuno, e dopo aver scritto, con I racconti della Kolyma , il grande epos del Gulag, Šalamov volle ripercorrere l’epoca della sua infanzia e formazione a Vologda, città del Nord nivea e cupuliforme, densa di significati sovrapposti nella storia russa – primo fra tutti l’essere stata città-simbolo dei confinati politici sotto gli zar. E così passò dalla impersonalità obbligatoria di un inferno collettivo all’evocazione di un destino singolare e drammatico, il suo, che lo rivela scrittore nella linea della più alta tradizione russa, da Aksakov a Cechov. Con naturalezza, cercando sempre di mantenere la «percezione giovanile degli eventi», e oscillando nel tempo come seguisse il «mugolio che accompagna il dondolarsi ritmico dello sciamano» (di ascendenze sciamaniche era la sua famiglia), Šalamov riesce a mescolare la corrente della sua vita al turbinoso flusso della storia russa, senza mai distaccarsi dal tono fondamentale della sua opera, che è quello aspro e definitivo della verità. Scritto tra il 1968 e il 1971, La quarta Vologda fu pubblicato per la prima volta in Russia con alcuni tagli nel 1988, e integralmente nel 1991.