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Il fiore del male

Bandito a Milano

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Per dare un senso al proprio presente, ogni uomo vive anche del proprio passato. Un ergastolano solo di quello. Renato Vallanzasca deve al suo passato un futuro sbarrato da un "fine pena: mai". Renato Vallanzasca ha rapinato, ha ucciso. "Per pudore" nei confronti delle sue vittime, spiega, non ha mai chiesto perdono. "Per lealtà con se stesso" e con il suo personale codice d'onore ha sempre rifiutato di vestire i panni del collaboratore di giustizia. Ora, dal chiuso di un carcere di massima sicurezza, a quarantanove anni appena compiuti, ventotto dei quali trascorsi in cella, ha accettato di raccontare la storia della sua vita, di frugare nel secchio della memoria. Senza apparenti infingurienti, senza repentine e sospette conversioni. Il ritratto che ne scaturisce è quello di un uomo che, dopo aver contribuito a costruirlo, accetta di fare i conti con il proprio Mito negativo. Non per rinnegarlo, ma per accettarne la sconfitta, svelandone nel contempo mediti retroscena. una storia violenta, quella di Renato Vallanzasca. una storia di cui, per la prima volta, vengono messe completamente a nudo le radici. Per raccontarcela insieme a lui, Carlo Bonini ha passato dodici giorni nel carcere speciale di Novara.

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Il fiore del male, Carlo Bonini, Renato Vallanzasca

Jazyk
Rok vydania
1999
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(mäkká),
Stav knihy
Dobrá
Cena
4,39 €

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4,0
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Titul
Il fiore del male
Podtitul
Bandito a Milano
Jazyk
taliansky
Rok vydania
1999
Väzba
mäkká
Počet strán
277
ISBN10
8843802275
ISBN13
9788843802272
Série
Štítky
Biografia
Hodnotenie
3,95 z 5
Anotácia
Per dare un senso al proprio presente, ogni uomo vive anche del proprio passato. Un ergastolano solo di quello. Renato Vallanzasca deve al suo passato un futuro sbarrato da un "fine pena: mai". Renato Vallanzasca ha rapinato, ha ucciso. "Per pudore" nei confronti delle sue vittime, spiega, non ha mai chiesto perdono. "Per lealtà con se stesso" e con il suo personale codice d'onore ha sempre rifiutato di vestire i panni del collaboratore di giustizia. Ora, dal chiuso di un carcere di massima sicurezza, a quarantanove anni appena compiuti, ventotto dei quali trascorsi in cella, ha accettato di raccontare la storia della sua vita, di frugare nel secchio della memoria. Senza apparenti infingurienti, senza repentine e sospette conversioni. Il ritratto che ne scaturisce è quello di un uomo che, dopo aver contribuito a costruirlo, accetta di fare i conti con il proprio Mito negativo. Non per rinnegarlo, ma per accettarne la sconfitta, svelandone nel contempo mediti retroscena. una storia violenta, quella di Renato Vallanzasca. una storia di cui, per la prima volta, vengono messe completamente a nudo le radici. Per raccontarcela insieme a lui, Carlo Bonini ha passato dodici giorni nel carcere speciale di Novara.