Giuseppe Pontiggia bol taliansky spisovateľ a literárny kritik, ktorého dielo skúma hlbiny ľudskej existencie s prenikavou inteligenciou a vytvoreným štýlom. Jeho próza sa vyznačuje precíznou jazykovou štruktúrou a schopnosťou zachytiť zložité psychologické stavy. Pontiggia sa zameriava na témy identity, pamäti a hľadania zmyslu v modernom svete. Jeho písanie je pozvaním k zamysleniu sa nad kondíciou človeka a silou literatúry formovať naše chápanie reality.
Autor, príslušník strednej generácie talianskych spisovateľov, sa pri písaní románu inšpiroval skutočnou udalosťou z roku 1927. Ilegálna odbojová organizácia ukrývaneznámeho muža, ktorý údajne unikol z rúk fašistických väzniteľov. Jeho skutočná identita sa však stáva predmetom mnohých a najmä protirečivých dohadov.
Príbeh, ktorý Pontiggia odvíja v tomto románe so symbolickým titulom evokujúcim šachovú hru, je atraktívny detektívnym spádom deja a zriedkavo spracovanou témou z prostredia univerzitných profesorov. Jadro príbehu sa sústreďuje okolo anonymného listu, ktorým neznámy rival zaútočí na odbornýa ľudský profil profesora klasickej filológie a spochybní jeho jazykovedné výskumy. Zdrvený profesor stráca sebaistotu a v bezradnosti prijme úlohu detektíva, ba zlodeja. Pátrajúc po pôvodcovi listu, mimovoľne stŕha masku pokoja a nepreniknuteľnosti z tvári kolegov, študentov aj vlastnej manželky.
L’odissea di un giovane eroe moderno, ’Ndrja Cambrìa, marinaio della fu Regia Marina, che dopo l’8 settembre 1943 cerca di tornare in Sicilia, percorrendo a piedi le coste della Calabria fin sullo Stretto di Messina per arrivare a Cariddi, dove vive il padre dopo la scomparsa della madre. È Ciccina Circé, “femminota” contrabbandiera di sale, incantatrice, creatura ambigua e sensuale, a traghettarlo sulla sponda siciliana stregando le fere del mare che li aiutano nella navigazione. Dal ricongiungimento con il padre che stenta a riconoscerlo alla scoperta dell’Orcaferone, il mostro che terrorizza le fere del mare e i pescatori, tra ricordi dell’infanzia e sogni stralunati, Horcynus Orca evoca un mondo mitologico e onirico, dove morte e amore si confondono in una sperimentazione linguistica unica e continua che si muove e si gonfia come le onde del mare.
"Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita."
Amaro e drammatico, ma anche grottesco e comico, ironico e appassionato, questo romanzo racconta il rapporto di un padre con il figlio disabile. Guidando il figlio dalla nascita fino all'adolescenza attraverso gli scogli della vita, il padre apprende dal giovane un'arte costruita giorno dopo giorno per sopravvivere alla minorazione: l'arte di vivere non per essere "normali", ma solo se stessi. Attorno ai due protagonisti si muove una piccola folla di personaggi che incarnano le diverse reazioni di fronte all'handicap: l'impreparazione e il cinismo, l'imbarazzo e la stupidità, ma anche l'amore sconfinato e la solidarietà altruistica. Perché i bambini disabili "nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è affidata all'amore e all'intelligenza degli altri". Rinunciando a ogni tentazione patetica o autoconsolatoria, Giuseppe Pontiggia ci regala un romanzo innovativo, ricco di vitalità e di emozioni, capace di affrontare con radicale lucidità un tema che riguarda la condizione dell'uomo.
Che cosa succede in una famiglia quando nasce un figlio handicappato, come si evolvono le paure, le speranze, l'angoscia, le normali esperienze di tutti i giorni. Come reagiscono i familiari, gli amici, i medici, "la gente", e il padre, la madre, il fratello. I bambini disabili, come suggerisce il titolo, nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è una rinascita affidata all'amore e alla intelligenza degli altri. Coloro che nascono con un handicap devono conquistarsi giorno per giorno, più degli altri il proprio diritto alla felicità. Il libro è un romanzo coraggioso e anticonformista che alterna a pagine tese, drammatiche e commoventi altre eccentriche o decisamente comiche.
Dalle pagine di una rivista di filologia classica un anonimo attacca un professore all'apice della sua carriera. Il motivo occasionale è l'etimologia inesatta di una parola, ma le ragioni profonde di quell'attacco sono invidie, amori, rivalità, gelosie. Nella ricerca del nemico misterioso crolla la maschera di falsità, il castello di certezze culturali ed esistenziali del professore, sfidato in una partita impari con quel giocatore invisibile" che rappresenta il destino di ognuno di noi.
Amaro e drammatico, ma anche grottesco e comico, ironico e appassionato, Nati due volte racconta il rapporto di un padre con il figlio disabile. Mentre il padre, dalla nascita fino all'adolescenza, guida il figlio attraverso gli scogli della vita, apprende dal giovane un'arte costruita giorno dopo giorno per sopravvivere alla minorazione: l'arte di vivere non per essere "normali", ma solo se stessi. Attorno ai due protagonisti si muove una piccola folla di personaggi che incarnano le diverse reazioni di fronte all'handicap: l'impreparazione e il cinismo, l'imbarazzo e la stupidità, ma anche l'amore sconfinato e la solidarietà altruistica. Perché i bambini disabili «nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è affidata all'amore e all'intelligenza degli altri». Rinunciando a ogni tentazione patetica o autoconsolatoria, Giuseppe Pontiggia ci regala un romanzo innovativo, ricco di vitalità e di emozioni, capace di affrontare con radicale lucidità un tema che riguarda la condizione dell'uomo.