Il ladro e i cani
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Dopo quattro anni di carcere, Mahran ritrova la libertà, ma è consumato dal desiderio di vendetta contro coloro che hanno causato il suo arresto, sottraendogli beni, moglie e figlia. Le parole del suo vecchio maestro spirituale non hanno più significato, e gli amici di un tempo lo deludono. Incontra enormi difficoltà nel reinserirsi nella società come ex carcerato, convincendosi che l'unico scopo della sua vita sia la vendetta, a cui si dedica con meticolosità. Tuttavia, le sue azioni non vanno come previsto: invece di colpire i traditori, uccide due innocenti e, infine, si arrende alla polizia dopo un’inefficace resistenza. Pubblicato nel 1961, questo romanzo breve è considerato il più “europeo” dell’autore egiziano, affrontando il tema dell'identità negata e precaria, colpita da una realtà insensibile. Gli ampi squarci metafisici del testo evidenziano l’angosciata solitudine dell’individuo e la sua impossibilità di comprendere il senso del proprio “esserci”. La società e la Storia appaiono come macchine indifferenti al destino degli uomini, creando una condizione di oscurità, espressa attraverso una scrittura tragica, asciutta e trasparente.
Mladá arabská autorka sa pred časom rozhodla podeliť sa s ostatnými o svoje skúsenosti zo sveta muslimských žien. Bez prikrášľovania a nárekov rozpráva príbeh štyroch kamarátok, dievčat z rijádskej smotánky.
La raccolta riunisce trentuno racconti, tradotti per la prima volta direttamente dall'arabo, tra cui alcuni inediti anche nei paesi di provenienza, di scrittrici arabe. Racconti talvolta spregiudicati, capaci di affrontare temi come il sesso, l'apostasia, la poligamia, l'attuale situazione irachena in maniera netta, decisa, senza ricorrere allo pseudonimo. Racconti che smentiscono tanti pregiudizi sulle donne arabe e danno voce alle protagoniste: quell'altra metà del cielo imprescindibile per comprendere la sfaccettata realtà del mondo arabo.