The Mussolini Canal is one of the great achievements of contemporary Italian fiction. It spans 100 years of Italian history as seen through the lives of the Peruzzi family, who are among the 30,000 peasants from Northern Italy sent down to farm the newly-drained Pontine Marshes outside Rome in the 1930s. Mussolini is revered by the Peruzzi family, who must reconcile their admiration for Il Duce with the failings of Fascism which slowly envelop them. Contemporary events permeate the book and the hardship and misery of earlier periods are seen against the background of modern prosperity. It won the Strega prize in 2010 in Italy and has sold over 400,000 copies in Italy
In einer Kleinstadt im Süden Romas geschieht ein grausamer Doppelmord, bei dem ein junges Liebespaar mit insgesamt 184 Messerstichen getötet wird. Bald ist ein Schuldiger gefunden und der Fall scheint gelöst. Giacinto, ein Freund der beiden, ist arbeitslos, introvertiert und vermutlich homosexuell. Doch die Zeugenaussagen sind widersprüchlich, die Verdächtigen erweisen sich als unschuldig, die Unschuldigen schließlich als verdächtigt ... Antonio Pennacchi, der "kleine Bruder von Italo Calvino", mit einem kriminalistischen Vexierspiel, das den Leser immer wieder aufs Glatteis führt.
Il 25 maggio 1944, nel breve intervallo tra la partenza dei tedeschi e l'arrivo degli angloamericani a Littoria, Diomede Peruzzi entra nella devastata Banca d'Italia e ne svaligia il tesoro, segnando l'inizio della sua carriera imprenditoriale e dello sviluppo di Latina. Nel frattempo, il Canale Mussolini, dopo essere stato un fronte di guerra, torna a essere il fulcro della bonifica pontina. Gli sfollati, in un nuovo esodo, lasciano i rifugi montani per ripopolare la città e le campagne, nonostante i segni dei bombardamenti. La ricostruzione inizia, mentre la guerra continua nel resto d'Italia, spostandosi verso nord. Gli alleati, con l'aiuto delle brigate partigiane e dell'esercito italiano, costringono i tedeschi e le milizie fasciste alla ritirata. La famiglia Peruzzi vive il conflitto su tutti i fronti: Paride al nord nella Rsi, Statilio combatte in Corsica e a Cassino, e Demostene è partigiano. Accanto a loro ci sono lo zio Adelchi, Benassi, zia Santapace, l'Armida e la nonna Peruzzi, che guida le nuove generazioni. Diomede, il vero demiurgo della nuova città, con il suo linguaggio vivace e la sua umanità, rappresenta la famiglia Peruzzi, un gruppo di pionieri e lavoratori. In questa seconda parte, l'autore mantiene viva la memoria del difficile processo di costruzione dell'Italia democratica e repubblicana, offrendo un romanzo corale che riflette su ciò che siamo, in virtù di ciò che siamo stati.
Racconti bruschi, irriverenti, che pure, e neanche di rado, si aprono su una nota di vero e proprio strazio, questi di Antonio Pennacchi, uno scrittore che si conferma come uno straordinario, eccentrico talento della narrativa italiana contemporanea. Operai, capiturno, capireparto, sindacalisti, marescialli con figlie rivoluzionarie, mariti e mogli con storie ordinarie e straordinarie di amori, disamori, corna, ire da aggredirsi e tenerezze da strappare il cuore. Racconti come Nodulo cosmico, Marco o Avanti Savoia si pongono come vertici della forma narrativa breve, ma il lettore sceglierà da sé quelli che preferisce, se qualche capitolo dell'epopea delle Paludi Pontine e delle città della bonifica, che Pennacchi va costruendo fin dai suoi esordi di scrittore, o le storie in cui si agitano manifestanti e cortei o piuttosto quelle che mettono in scena drammi individuali, scoppi di ferocia primitivi, devozioni più forti del tempo.
Benassa è il tenace rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina-Borgo Piave, noto per la sua determinazione e per i comunicati che scrive di notte, pieni di passione e indignazione. Ha guidato le lotte sindacali per anni, tra cortei e occupazioni, ma ora si trova stanco e vicino a cedere alle pressioni del capo del personale, accettando di essere pagato per restare fuori dalla fabbrica. Dopo un'epica occupazione della centrale nucleare di Latina, cerca di spiegare ai suoi compagni le sue ragioni. Questo romanzo d'esordio di Antonio Pennacchi, scritto nel 1987 quando anche lui era operaio, narra una grande epopea operaia. Con uno stile che mescola ironia e dramma, racconta di un'epoca in cui gli operai erano uniti nella lotta, alternando momenti di ribellione a sentimenti di solidarietà. La classe operaia, che sembrava destinata all'estinzione, torna a farsi sentire. Il romanzo esplora le gioie e i dolori di questa comunità, mantenendo intatta la sua forza e sagacia, e presenta una capacità esemplare che lo rende un classico.