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La nomina dei Parroci "a tempo determinato" (Cfr. Can.522) è una delle novità più radicali del nuovo Codice di Diritto Canonico, tanto nuova da non aver suscitato particolari attenzioni da parte della Dottrina canonistica che ha continuato a considerarla una sostanziale eccezione al principio enunciato nello stesso canone secondo cui "Parochus stobilitate goudeat oportet ideogue od tempus indefinitum nominetur". L'autore ha ripercorso la materia a partire dai primi secoli di vita della Chiesa attraverso la continua dialettica sviluppatasi tra 'qualità' del ministero e sostentamento del clero, fino alla configurazione attuale della tematica, sviluppatasi a partire dal Concordato napoleonico che ha creato la "inamovibilità dei Parroci", recepita poi nel Codice pio-benedettino (l9l7) come nuova veste della perpetuitas beneficiale e come tale tutelata dal Diritto canonico.
Nákup knihy
I tempi di nomina dei parroci, Paolo Gherri
- Jazyk
- Rok vydania
- 2002
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- (mäkká)
Platobné metódy
Nikto zatiaľ neohodnotil.
- Titul
- I tempi di nomina dei parroci
- Jazyk
- taliansky
- Autori
- Paolo Gherri
- Vydavateľ
- Pontificia Universitá Lateranense
- Rok vydania
- 2002
- Väzba
- mäkká
- ISBN10
- 8846502140
- ISBN13
- 9788846502148
- Série
- Štítky
- Ezoterika & Náboženstvo
- Anotácia
- La nomina dei Parroci "a tempo determinato" (Cfr. Can.522) è una delle novità più radicali del nuovo Codice di Diritto Canonico, tanto nuova da non aver suscitato particolari attenzioni da parte della Dottrina canonistica che ha continuato a considerarla una sostanziale eccezione al principio enunciato nello stesso canone secondo cui "Parochus stobilitate goudeat oportet ideogue od tempus indefinitum nominetur". L'autore ha ripercorso la materia a partire dai primi secoli di vita della Chiesa attraverso la continua dialettica sviluppatasi tra 'qualità' del ministero e sostentamento del clero, fino alla configurazione attuale della tematica, sviluppatasi a partire dal Concordato napoleonico che ha creato la "inamovibilità dei Parroci", recepita poi nel Codice pio-benedettino (l9l7) come nuova veste della perpetuitas beneficiale e come tale tutelata dal Diritto canonico.
