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L’identità non è di sinistra

Oltre l’antipolitica

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Negli ultimi decenni, l'identità è diventata un campo di scontro politico cruciale, con i diritti delle donne, della comunità gay e di altre minoranze al centro dell'agenda dei partiti di sinistra. Tuttavia, le vittorie di populisti e demagoghi nelle democrazie avanzate mettono in discussione diritti civili considerati scontati. In questo contesto, Mark Lilla sostiene che la sinistra liberale, abbracciando battaglie politiche basate sull'identità, ha abdicato al suo ruolo. Accettando l'individualismo promosso da Reagan e Thatcher negli anni '80, i liberali hanno alimentato un sistema di valori antipolitico, rinunciando al consenso degli elettori per un attivismo frammentario. Questo approccio, pur animato da buone intenzioni, è incapace di affrontare la realtà, essendo allergico ai compromessi necessari nella rappresentanza. Con questa critica, Lilla riapre il dibattito sul futuro della sinistra americana dopo la vittoria di Trump, sfidando i progressisti a superare l'ossessione per l'individualità e a concentrarsi su ciò che ci unisce come cittadini. Invita a immaginare un futuro inclusivo, soprattutto per i più vulnerabili.

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L’identità non è di sinistra, Mark Lilla

Jazyk
Rok vydania
2018
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Titul
L’identità non è di sinistra
Podtitul
Oltre l’antipolitica
Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Marsilio
Rok vydania
2018
Väzba
mäkká
Počet strán
138
ISBN10
8831710621
ISBN13
9788831710626
Série
Hodnotenie
3,45 z 5
Anotácia
Negli ultimi decenni, l'identità è diventata un campo di scontro politico cruciale, con i diritti delle donne, della comunità gay e di altre minoranze al centro dell'agenda dei partiti di sinistra. Tuttavia, le vittorie di populisti e demagoghi nelle democrazie avanzate mettono in discussione diritti civili considerati scontati. In questo contesto, Mark Lilla sostiene che la sinistra liberale, abbracciando battaglie politiche basate sull'identità, ha abdicato al suo ruolo. Accettando l'individualismo promosso da Reagan e Thatcher negli anni '80, i liberali hanno alimentato un sistema di valori antipolitico, rinunciando al consenso degli elettori per un attivismo frammentario. Questo approccio, pur animato da buone intenzioni, è incapace di affrontare la realtà, essendo allergico ai compromessi necessari nella rappresentanza. Con questa critica, Lilla riapre il dibattito sul futuro della sinistra americana dopo la vittoria di Trump, sfidando i progressisti a superare l'ossessione per l'individualità e a concentrarsi su ciò che ci unisce come cittadini. Invita a immaginare un futuro inclusivo, soprattutto per i più vulnerabili.