Bookbot

Ingrandimenti: Lo stivale zoppo

Una storia d'Italia irriverente dal Fascismo a oggi

Parametre

  • 335 stránok
  • 12 hodin čítania

Viac o knihe

Mussolini non è morto nell'aprile del 1945. Il corpo esposto in piazzale Loreto non era il suo. Grazie a una fuga rocambolesca con scambio di persona, è riuscito a rifugiarsi in Svizzera sotto mentite spoglie. Lì ha ricominciato una seconda vita trovando lavoro come giornalista (la sua prima passione) per un piccolo quotidiano ticinese. Dopo i primi pungenti articoli, il direttore lo manderà inviato in Italia per una serie di reportage, che racconteranno il nostro paese dalla ricostruzione al '68, dal rapimento di Moro all'ascesa di Berlusconi, fino alle vicende del governo Letta e della condanna del Cavaliere. Con questo vertiginoso stratagemma narrativo, Roberto Gervaso fa il pelo e il contropelo a cento anni di storia d'Italia, dal trattato di Versailles ai giorni nostri, e ci accompagna in una vivacissima e spericolata cavalcata lungo il secolo che ci ha resi quel che siamo. Lo fa con una penna in stato di grazia, uno stile storiografico oggettivo ma ricco di aggettivi, con la competenza del saggista (che ha visto da vicino molti dei personaggi e degli eventi raccontati) e la passione del romanziere. Fra queste pagine si sente il gusto della provocazione che fu di Leo Longanesi, e quello della divulgazione di Indro Montanelli, con cui Gervaso firmò i primi sei volumi della mitica Storia d'Italia.

Nákup knihy

Ingrandimenti: Lo stivale zoppo, Roberto Gervaso

Jazyk
Rok vydania
2013
product-detail.submit-box.info.binding
(pevná),
Stav knihy
Veľmi dobrá
Cena
0,99 €
Kúpte si túto knihu v

Platobné metódy

Nikto zatiaľ neohodnotil.Ohodnotiť

Titul
Ingrandimenti: Lo stivale zoppo
Podtitul
Una storia d'Italia irriverente dal Fascismo a oggi
Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Mondadori
Rok vydania
2013
Väzba
pevná
Počet strán
335
ISBN10
8804578599
ISBN13
9788804578598
Série
Anotácia
Mussolini non è morto nell'aprile del 1945. Il corpo esposto in piazzale Loreto non era il suo. Grazie a una fuga rocambolesca con scambio di persona, è riuscito a rifugiarsi in Svizzera sotto mentite spoglie. Lì ha ricominciato una seconda vita trovando lavoro come giornalista (la sua prima passione) per un piccolo quotidiano ticinese. Dopo i primi pungenti articoli, il direttore lo manderà inviato in Italia per una serie di reportage, che racconteranno il nostro paese dalla ricostruzione al '68, dal rapimento di Moro all'ascesa di Berlusconi, fino alle vicende del governo Letta e della condanna del Cavaliere. Con questo vertiginoso stratagemma narrativo, Roberto Gervaso fa il pelo e il contropelo a cento anni di storia d'Italia, dal trattato di Versailles ai giorni nostri, e ci accompagna in una vivacissima e spericolata cavalcata lungo il secolo che ci ha resi quel che siamo. Lo fa con una penna in stato di grazia, uno stile storiografico oggettivo ma ricco di aggettivi, con la competenza del saggista (che ha visto da vicino molti dei personaggi e degli eventi raccontati) e la passione del romanziere. Fra queste pagine si sente il gusto della provocazione che fu di Leo Longanesi, e quello della divulgazione di Indro Montanelli, con cui Gervaso firmò i primi sei volumi della mitica Storia d'Italia.