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Alto Volta, Africa subsahariana, 4 agosto 1983: inizia la rivoluzione guidata da Thomas Sankara, mirata a combattere le disuguaglianze persistenti nel paese dopo l’indipendenza del 1960. Vengono costruiti ospedali, scuole e pozzi, e si avvia una campagna di vaccinazione per adulti e bambini, con l’obiettivo di garantire emancipazione e pari diritti alle donne. Il paese adotta il nuovo nome Burkina Faso, “il paese degli uomini integri”. Sankara vive secondo i principi che promuove, rinunciando a lussi e privilegi: abita in una casa modesta, si sposta in auto semplice e percepisce uno stipendio da funzionario statale. In un contesto di disuguaglianza tra nord e sud del mondo, si oppone alle multinazionali e alle istituzioni finanziarie internazionali, denunciando guerre e sfruttamento delle risorse africane. È il primo a proporre di non pagare il debito estero e a chiedere la liberazione di Nelson Mandela, l’abolizione dell’apartheid e la fine della tutela neocoloniale francese. Sankara cerca di risollevare il suo paese da una situazione drammatica, caratterizzata da un alto tasso di mortalità infantile e analfabetismo. Il 15 ottobre 1987, dopo quattro anni, viene assassinato in una congiura orchestrata da poteri esterni e locali, con Blaise Compaoré coinvolto nell'omicidio, interrompendo il sogno di un popolo e di un uomo impegnati a “inventare l’avvenire”.
Nákup knihy
L'Africa di Thomas Sankara, Carlo Batà
- Jazyk
- Rok vydania
- 2003
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- (pevná),
- Stav knihy
- Poškodená
- Cena
- 49,38 €
Platobné metódy
Nikto zatiaľ neohodnotil.
- Titul
- L'Africa di Thomas Sankara
- Podtitul
- Le idee non si possono uccidere
- Jazyk
- taliansky
- Autori
- Carlo Batà
- Vydavateľ
- Achab Editrice
- Rok vydania
- 2003
- Väzba
- pevná
- Počet strán
- 157
- ISBN10
- 8887613095
- ISBN13
- 9788887613094
- Série
- Anotácia
- Alto Volta, Africa subsahariana, 4 agosto 1983: inizia la rivoluzione guidata da Thomas Sankara, mirata a combattere le disuguaglianze persistenti nel paese dopo l’indipendenza del 1960. Vengono costruiti ospedali, scuole e pozzi, e si avvia una campagna di vaccinazione per adulti e bambini, con l’obiettivo di garantire emancipazione e pari diritti alle donne. Il paese adotta il nuovo nome Burkina Faso, “il paese degli uomini integri”. Sankara vive secondo i principi che promuove, rinunciando a lussi e privilegi: abita in una casa modesta, si sposta in auto semplice e percepisce uno stipendio da funzionario statale. In un contesto di disuguaglianza tra nord e sud del mondo, si oppone alle multinazionali e alle istituzioni finanziarie internazionali, denunciando guerre e sfruttamento delle risorse africane. È il primo a proporre di non pagare il debito estero e a chiedere la liberazione di Nelson Mandela, l’abolizione dell’apartheid e la fine della tutela neocoloniale francese. Sankara cerca di risollevare il suo paese da una situazione drammatica, caratterizzata da un alto tasso di mortalità infantile e analfabetismo. Il 15 ottobre 1987, dopo quattro anni, viene assassinato in una congiura orchestrata da poteri esterni e locali, con Blaise Compaoré coinvolto nell'omicidio, interrompendo il sogno di un popolo e di un uomo impegnati a “inventare l’avvenire”.



