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Forse Esther

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Si sarà proprio chiamata Esther quella bisnonna che, nella Kiev del 1941, chiese a due soldati tedeschi la strada per Babij Jar, ricevendo una risposta violenta? E dell'intera famiglia dispersa tra Polonia, Russia e Austria, che fine ha fatto? Per ricostruire quella complessa genealogia, Katja Petrowskaja intraprende un intenso viaggio nella storia del Novecento, segnato dalla stella gialla e quella rossa, dove si intrecciano i destini di figure memorabili: la babuška Rosa, logopedista di Varsavia, che salva duecento bambini sopravvissuti all'assedio di Leningrado; il nonno ucraino, prigioniero di guerra a Mauthausen, riemerso da un gulag dopo decenni; il prozio Judas Stern, che spara a un diplomatico tedesco nel 1932 e viene condannato a un destino terribile; il fratello Semën, rivoluzionario di Odessa, che cambia il suo cognome in Petrovskij per sfuggire alle connotazioni ebraiche. I paesaggi, dall'immensa pianura russa alle città europee come Kiev, Mosca, Varsavia e Berlino, diventano protagonisti insieme a ghetti, gulag e lager nazisti. In questo romanzo vibrante e ironico, mondi perduti riemergono vividi e attuali, offrendo una riflessione profonda sulla memoria e l'identità.

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Forse Esther, Katja Petrowskaja

Jazyk
Rok vydania
2023
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(mäkká)
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4,0
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Titul
Forse Esther
Jazyk
taliansky
Rok vydania
2023
Väzba
mäkká
Počet strán
241
ISBN10
8845937623
ISBN13
9788845937620
Série
Prvé vydanie
2010
Pôvodný názov
Vielleicht Esther
Hodnotenie
3,95 z 5
Anotácia
Si sarà proprio chiamata Esther quella bisnonna che, nella Kiev del 1941, chiese a due soldati tedeschi la strada per Babij Jar, ricevendo una risposta violenta? E dell'intera famiglia dispersa tra Polonia, Russia e Austria, che fine ha fatto? Per ricostruire quella complessa genealogia, Katja Petrowskaja intraprende un intenso viaggio nella storia del Novecento, segnato dalla stella gialla e quella rossa, dove si intrecciano i destini di figure memorabili: la babuška Rosa, logopedista di Varsavia, che salva duecento bambini sopravvissuti all'assedio di Leningrado; il nonno ucraino, prigioniero di guerra a Mauthausen, riemerso da un gulag dopo decenni; il prozio Judas Stern, che spara a un diplomatico tedesco nel 1932 e viene condannato a un destino terribile; il fratello Semën, rivoluzionario di Odessa, che cambia il suo cognome in Petrovskij per sfuggire alle connotazioni ebraiche. I paesaggi, dall'immensa pianura russa alle città europee come Kiev, Mosca, Varsavia e Berlino, diventano protagonisti insieme a ghetti, gulag e lager nazisti. In questo romanzo vibrante e ironico, mondi perduti riemergono vividi e attuali, offrendo una riflessione profonda sulla memoria e l'identità.