Parametre
- 280 stránok
- 10 hodin čítania
Viac o knihe
Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. Un ex deportato, tornato dopo anni, visita il luogo della sua internamento con un gruppo di turisti. Davanti alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, la memoria inizia a fluire, riportando alla mente il dolore e la commozione. Riaffiorano ricordi di fame, freddo, umiliazioni e la profonda pena per i tanti che non ce l’hanno fatta. Le esperienze, come fotogrammi impressi nel corpo e nell’anima, raccontano un orrore inesplicabile, ma anche la solidarietà tra prigionieri e un’umanità mai del tutto sconfitta. Nonostante le circostanze drammatiche, il desiderio di vivere persiste. Scritto con un linguaggio crudo, il libro è un’autobiografia intensa e sconvolgente. Boris Pahor narra la sua esperienza nel mondo crematorio per preservare la memoria e affinché la storia non venga dimenticata. Non è solo una testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, ma anche un documento emozionante sulla capacità di resistere e sulla generosità umana. Le recensioni lodano la precisione e la finezza dell’analisi, paragonando Pahor a figure come Primo Levi e Imre Kértesz.
Nákup knihy
Necropoli, Boris Pahor
- Jazyk
- Rok vydania
- 2009
- product-detail.submit-box.info.binding
- (mäkká)
Platobné metódy
Tu nám chýba tvoja recenzia
- Titul
- Necropoli
- Jazyk
- taliansky
- Autori
- Boris Pahor
- Vydavateľ
- Fazi Editore
- Rok vydania
- 2009
- Väzba
- mäkká
- Počet strán
- 280
- ISBN10
- 8881127199
- ISBN13
- 9788881127191
- Série
- Štítky
- Náučná literatúra, Historické téma, História, Skutočné príbehy, Životopisy, Autobiografie & Pamäti, Vojenské dejiny, Druhá svetová vojna, Taliansko, Južná Európa, Holokaust, Koncentračné tábory, Slovinská literatúra
- Prvé vydanie
- 1967
- Pôvodný názov
- Nekropola
- Hodnotenie
- 4 z 5
- Anotácia
- Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. Un ex deportato, tornato dopo anni, visita il luogo della sua internamento con un gruppo di turisti. Davanti alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, la memoria inizia a fluire, riportando alla mente il dolore e la commozione. Riaffiorano ricordi di fame, freddo, umiliazioni e la profonda pena per i tanti che non ce l’hanno fatta. Le esperienze, come fotogrammi impressi nel corpo e nell’anima, raccontano un orrore inesplicabile, ma anche la solidarietà tra prigionieri e un’umanità mai del tutto sconfitta. Nonostante le circostanze drammatiche, il desiderio di vivere persiste. Scritto con un linguaggio crudo, il libro è un’autobiografia intensa e sconvolgente. Boris Pahor narra la sua esperienza nel mondo crematorio per preservare la memoria e affinché la storia non venga dimenticata. Non è solo una testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, ma anche un documento emozionante sulla capacità di resistere e sulla generosità umana. Le recensioni lodano la precisione e la finezza dell’analisi, paragonando Pahor a figure come Primo Levi e Imre Kértesz.





