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Necropoli

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Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. Un ex deportato, tornato dopo anni, visita il luogo della sua internamento con un gruppo di turisti. Davanti alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, la memoria inizia a fluire, riportando alla mente il dolore e la commozione. Riaffiorano ricordi di fame, freddo, umiliazioni e la profonda pena per i tanti che non ce l’hanno fatta. Le esperienze, come fotogrammi impressi nel corpo e nell’anima, raccontano un orrore inesplicabile, ma anche la solidarietà tra prigionieri e un’umanità mai del tutto sconfitta. Nonostante le circostanze drammatiche, il desiderio di vivere persiste. Scritto con un linguaggio crudo, il libro è un’autobiografia intensa e sconvolgente. Boris Pahor narra la sua esperienza nel mondo crematorio per preservare la memoria e affinché la storia non venga dimenticata. Non è solo una testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, ma anche un documento emozionante sulla capacità di resistere e sulla generosità umana. Le recensioni lodano la precisione e la finezza dell’analisi, paragonando Pahor a figure come Primo Levi e Imre Kértesz.

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Necropoli, Boris Pahor

Jazyk
Rok vydania
2009
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Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Fazi Editore
Rok vydania
2009
Väzba
mäkká
Počet strán
280
ISBN10
8881127199
ISBN13
9788881127191
Série
Prvé vydanie
1967
Pôvodný názov
Nekropola
Hodnotenie
4 z 5
Anotácia
Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. Un ex deportato, tornato dopo anni, visita il luogo della sua internamento con un gruppo di turisti. Davanti alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, la memoria inizia a fluire, riportando alla mente il dolore e la commozione. Riaffiorano ricordi di fame, freddo, umiliazioni e la profonda pena per i tanti che non ce l’hanno fatta. Le esperienze, come fotogrammi impressi nel corpo e nell’anima, raccontano un orrore inesplicabile, ma anche la solidarietà tra prigionieri e un’umanità mai del tutto sconfitta. Nonostante le circostanze drammatiche, il desiderio di vivere persiste. Scritto con un linguaggio crudo, il libro è un’autobiografia intensa e sconvolgente. Boris Pahor narra la sua esperienza nel mondo crematorio per preservare la memoria e affinché la storia non venga dimenticata. Non è solo una testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, ma anche un documento emozionante sulla capacità di resistere e sulla generosità umana. Le recensioni lodano la precisione e la finezza dell’analisi, paragonando Pahor a figure come Primo Levi e Imre Kértesz.