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I dodici abati di Challant

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Un feudatario eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Dodici abati si assumono l'incarico di vegliare sull'osservanza dell'impegno, ma scompaiono tutti in una successione di morti misteriose, vittime di banali ed emblematici incidenti. Madonne belle e spregiudicate, castellane e pretesse, filosofi inquisiti dal tribunale ecclesiastico, scudieri e monaci, diavoli e magie sulfuree, letture testamentarie e tentazioni carnali, audaciee santi tatragoni e poi ancora... la bella Maravì insonne d'amore, nostalgie, cavalcate serotine, inventori e chirurghi dei trapianti in odore di eresia e persino un bambino e il suo gatto Mirò. Siamo in un tardo Medioevo maliziosamente ingenuo che sembra vero ma forse non lo è, tra memoria iconografica, situazioni fiabesche e, sottesi, i problemi di ogni tempo e proiezioni autobiografiche. Un romanzo divertente e colto, scintillante di invenzioni, di sensualità e arguzia, in cui l'autrice approda a una visione fantastica e affettuosamente ironica della realtà espressa con inventiva linguistica e retorica non ignara della parafrasi e della parodia.

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I dodici abati di Challant, Laura Mancinelli

Jazyk
Rok vydania
1981
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Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Einaudi
Rok vydania
1981
Väzba
mäkká
Počet strán
143
ISBN10
8806514741
ISBN13
9788806514747
Série
Pôvodný názov
I dodici abati di Challant
Hodnotenie
3,2 z 5
Anotácia
Un feudatario eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Dodici abati si assumono l'incarico di vegliare sull'osservanza dell'impegno, ma scompaiono tutti in una successione di morti misteriose, vittime di banali ed emblematici incidenti. Madonne belle e spregiudicate, castellane e pretesse, filosofi inquisiti dal tribunale ecclesiastico, scudieri e monaci, diavoli e magie sulfuree, letture testamentarie e tentazioni carnali, audaciee santi tatragoni e poi ancora... la bella Maravì insonne d'amore, nostalgie, cavalcate serotine, inventori e chirurghi dei trapianti in odore di eresia e persino un bambino e il suo gatto Mirò. Siamo in un tardo Medioevo maliziosamente ingenuo che sembra vero ma forse non lo è, tra memoria iconografica, situazioni fiabesche e, sottesi, i problemi di ogni tempo e proiezioni autobiografiche. Un romanzo divertente e colto, scintillante di invenzioni, di sensualità e arguzia, in cui l'autrice approda a una visione fantastica e affettuosamente ironica della realtà espressa con inventiva linguistica e retorica non ignara della parafrasi e della parodia.