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Sull'utilità e il danno della storia per la vita

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Incubo e idolo dell’età moderna, la storia – come storicismo e senso storico – non è solo una conquista dello spirito illuminato, ma una «febbre divorante», una «virtù ipertrofica» che può essere rovinosa: questo il punto di partenza di Nietzsche non ancora trentenne nell’affrontare il tema della seconda Considerazione inattuale, che fu pubblicata nel 1874. Più di cento anni sono passati da allora e l’attualità clamorosa di questo Nietzsche perennemente «inattuale» appare sempre più evidente. Le pagine che qui leggiamo hanno trovato e trovano conferme continue, non più soltanto negli atteggiamenti della cultura, ma in tutti i meccanismi della società. Il passato, ormai disponibile in tutte le sue forme, anche le più remote, minuziosamente archiviato e setacciato, non è per ciò divenuto più vivo né aiuta la vita – anzi appare sempre più come una immane e oppressiva allucinazione. E così è, argomenta Nietzsche, proprio perché il senso storico non permette lo scontro bruciante con le forze del passato, ma vuole inglobarle in sé come reliquia esotica, con ingiustificato sottinteso di benevola superiorità – e quindi cela un movimento ostile alla vita, tende a svellere la sua stessa base, che è quella «cosa sola per cui la felicità diventa felicità: il poter dimenticare o, con espressione più dotta, la capacità di sentire, mentre essa dura, in modo non storico ».

Nákup knihy

Sull'utilità e il danno della storia per la vita, Friedrich Nietzsche, Sossio Giametta

Jazyk
Rok vydania
1974
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(mäkká),
Stav knihy
Poškodená
Cena
2,61 €

Platobné metódy

4,0
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Titul
Sull'utilità e il danno della storia per la vita
Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Adelphi
Rok vydania
1974
Väzba
mäkká
Počet strán
105
ISBN10
8845901653
ISBN13
9788845901652
Série
Pôvodný názov
Vom Nutzen und Nachteil der Historie für das Leben
Hodnotenie
3,95 z 5
Anotácia
Incubo e idolo dell’età moderna, la storia – come storicismo e senso storico – non è solo una conquista dello spirito illuminato, ma una «febbre divorante», una «virtù ipertrofica» che può essere rovinosa: questo il punto di partenza di Nietzsche non ancora trentenne nell’affrontare il tema della seconda Considerazione inattuale, che fu pubblicata nel 1874. Più di cento anni sono passati da allora e l’attualità clamorosa di questo Nietzsche perennemente «inattuale» appare sempre più evidente. Le pagine che qui leggiamo hanno trovato e trovano conferme continue, non più soltanto negli atteggiamenti della cultura, ma in tutti i meccanismi della società. Il passato, ormai disponibile in tutte le sue forme, anche le più remote, minuziosamente archiviato e setacciato, non è per ciò divenuto più vivo né aiuta la vita – anzi appare sempre più come una immane e oppressiva allucinazione. E così è, argomenta Nietzsche, proprio perché il senso storico non permette lo scontro bruciante con le forze del passato, ma vuole inglobarle in sé come reliquia esotica, con ingiustificato sottinteso di benevola superiorità – e quindi cela un movimento ostile alla vita, tende a svellere la sua stessa base, che è quella «cosa sola per cui la felicità diventa felicità: il poter dimenticare o, con espressione più dotta, la capacità di sentire, mentre essa dura, in modo non storico ».