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Il castello

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L'ultimo romanzo, incompiuto, di Kafka, la cui stesura ebbe inizio nel gennaio 1922 (l'autore non ha ancora quarant'anni e ne mancano due alla morte per tubercolosi faringea) e proseguì fino al settembre dello stesso anno. Non esiste una versione definitiva dell'autore che anzi dispose che il manoscritto fosse distrutto. Più che un romanzo "Il castello" si può definire un insieme di frammenti in cui il personaggio K., arrivato a un non-luogo, un misero villaggio immerso nel freddo, tenta di avvicinarsi alla meta, il Castello appunto. Sono frammenti di "vuoto", "stanchezza", "solitudine", presentimenti di una non-vita che attende l'autore nei meandri dell'ultima meta. Introduzione di Sergio Quirino.

Nákup knihy

Il castello, Franz Kafka

Jazyk
Rok vydania
2015
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(mäkká)
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Platobné metódy

4,0
Veľmi dobrá
47642 Hodnotenie

Výstižný, ale vlasně vůbec nechápu, proč bych to měl chtít číst. Strašně jsem u toho trpěl. Mnohem víc vysávájící než čtení o jiných tragédiích. V principu to asi splnilo svůj záměr, ale fakt bych nikomu nedoporučil to číst. Jsou nějaké hranice...

1

Můj nejoblíbenější román od Kafky. K jeho dílů je asi obecně nutné si nejdřív najít cestu a její vrcholné završení představuje právě Zámek.

Krasna metafora, vystihujici strach pred molochem moderniho byrokratickeho statu

Jazyk
taliansky
Vydavateľ
Fetrinelli
Rok vydania
2015
Väzba
mäkká
Počet strán
386
ISBN10
8807901749
ISBN13
9788807901744
Série
Prvé vydanie
1926
Pôvodný názov
Das Schloss
Hodnotenie
3,95 z 5
Anotácia
L'ultimo romanzo, incompiuto, di Kafka, la cui stesura ebbe inizio nel gennaio 1922 (l'autore non ha ancora quarant'anni e ne mancano due alla morte per tubercolosi faringea) e proseguì fino al settembre dello stesso anno. Non esiste una versione definitiva dell'autore che anzi dispose che il manoscritto fosse distrutto. Più che un romanzo "Il castello" si può definire un insieme di frammenti in cui il personaggio K., arrivato a un non-luogo, un misero villaggio immerso nel freddo, tenta di avvicinarsi alla meta, il Castello appunto. Sono frammenti di "vuoto", "stanchezza", "solitudine", presentimenti di una non-vita che attende l'autore nei meandri dell'ultima meta. Introduzione di Sergio Quirino.