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"Gli indifferenti! Potrebbe essere un titolo storico. Dopo i crepuscolari, i frammentisti, i calligrafi, potremmo avere il gruppo degli indifferenti. E sarebbero i giovani di vent'anni..."Così scriveva nel 1929 sul Corriere della Sera l'illustre critico Giuseppe Antonio Borgese, recensendo il romanzo di un esordiente: Alberto Moravia.Quando Moravia aveva cominciato a scrivere il suo capolavoro giovanile nel 1925, non aveva ancora compito i diciott'anni. Veniva fuori da una lunga degenza in sanatorio e nelle pagine che componeva con lentezza perché era molto depole metteva qualcosa di più delle semplici velleità letterarie di un infatuato di Rimbaud e Dostoevskij. Intorno a lui l'Italia, su cui Mussolini aveva proclamato la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d'indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso, i plebisciti plebiscitari per il fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il suo ritratto di un ventenne di allora nello sfacelo di una famiglia borghese e dell'intero paese doveva restare memorabile. Il ventenne Michele Ardengo non ha certo smesso di soffrire per la sua indifferenza nel 1929.
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Gli indifferenti, Alberto Moravia
- Jazyk
- Rok vydania
- 1991
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- (pevná),
- Stav knihy
- Poškodená
- Cena
- 0,21 €
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- Titul
- Gli indifferenti
- Jazyk
- taliansky
- Autori
- Alberto Moravia
- Vydavateľ
- Febbraio
- Rok vydania
- 1991
- Väzba
- pevná
- Série
- Štítky
- Beletria, Historické téma, Klasika, Vzťahy, 20. storočie, Rodičovstvo, Južná Európa, Taliansko, Talianska literatúra, Rodinné vzťahy, Rím, Povojnove obdobie, Nevera, Prvotina
- Prvé vydanie
- 1929
- Pôvodný názov
- Gli indifferenti
- Hodnotenie
- 3,75 z 5
- Anotácia
- "Gli indifferenti! Potrebbe essere un titolo storico. Dopo i crepuscolari, i frammentisti, i calligrafi, potremmo avere il gruppo degli indifferenti. E sarebbero i giovani di vent'anni..."Così scriveva nel 1929 sul Corriere della Sera l'illustre critico Giuseppe Antonio Borgese, recensendo il romanzo di un esordiente: Alberto Moravia.Quando Moravia aveva cominciato a scrivere il suo capolavoro giovanile nel 1925, non aveva ancora compito i diciott'anni. Veniva fuori da una lunga degenza in sanatorio e nelle pagine che componeva con lentezza perché era molto depole metteva qualcosa di più delle semplici velleità letterarie di un infatuato di Rimbaud e Dostoevskij. Intorno a lui l'Italia, su cui Mussolini aveva proclamato la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d'indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso, i plebisciti plebiscitari per il fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il suo ritratto di un ventenne di allora nello sfacelo di una famiglia borghese e dell'intero paese doveva restare memorabile. Il ventenne Michele Ardengo non ha certo smesso di soffrire per la sua indifferenza nel 1929.
















